
Dopo la pubblicazione delle analisi dell’avvistamento del presunto UFO sui cieli di Caserta, gli appassionati dell’ufologia italiana si interrogano sulla natura dell’oggetto volante. Come spesso accade in questi casi, di fronte a news del genere, si sprecano ipotesi e teorie. Comunque, il caso trattato dal Centro Ufologico di Benevento, si candida ad essere una delle situazioni più interessenti a tema OVNI del 2011.
Carmine Silvestri (nella foto a sinistra), l’ufologo addetto all’elaborazione delle immagini del CUB, è stato artefice di una analisi tecnica molto dettagliata sull’avvistamento del presunto UFO casertano. Silvestri definisce questo caso di “UFO sighting” degno di particolare attenzione e spiega perché non dovrebbe essere banalizzato con spiegazioni semplicistiche. Entrando nei particolari, Silvestri pone l’accento su alcuni dettagli, per far meglio comprendere come, la dinamica stessa dell’avvistamento, lo renda particolarmente interessante.
“L’operatore dichiara che al momento dello scatto lui non si è accorto dell’UFO, ma solo dell’aereo che proprio in quell’istante si trovava nei pressi della sua perpendicolare.
Analizzando la foto dettagliatamente si nota benissimo che l’oggetto ha una forma discoidale e presenta una sorta di punta nella parte superiore. L’oggetto scuro non emette alcun alone luminoso e sembrerebbe statico, cioè fermo in aria. Purtroppo nell’ingrandimento della foto non si riesce a focalizzare l’oggetto al 100%, poiché l’operatore ha cercato di puntare all’aereo e quindi l’oggetto non rientra nella focale della macchina.
Ovviamente non sono mancate le supposizioni più disparate, dall’effetto ottico, al volatile o all’insetto. Teorie che Silvestri non condivide e che contesta.
“Molti hanno considerato l’oggetto analizzato un abbaglio da parte nostra - puntualizza l’ufologo campano - dicendo che poteva trattarsi di un insetto, ma ricordo che se fosse stato ciò, l’avremmo comunque notato con una dimensione fisica alquanto grande. Penso che sia difficile riprendere un insetto nelle prossimità dell’aereo utilizzando una semplice fotocamera amatoriale. Quindi l’insetto si sarebbe mostrato molto più nitido e avremmo anche identificato le sue parti. Inoltre l’oggetto avvistato a noi del CUB è già noto nella sua forma,infatti anni fa fu scattata da un turista una foto a Venezia, dove su un edificio si nota proprio lo stesso oggetto, con la stessa forma e con la stessa punta sulla superficie superiore”. Silvestri mette in risalto come, talvolta, le apparecchiature elettroniche possano catturare, come nel caso dell’UFO casertano, particolari che sfuggono all’occhio umano. Accade, infatti, che solo rigurdando successivamente i video o le fotografie si notino situazioni insolite. “In conclusione dico che tali oggetti non risultano nitidi e non visibili ad occhio nudo, poiché essi sono percepibili solo dalle apparecchiature di tipo elettronico, come fotocamere e videocamere, che hanno la possibilità di spaziare in un campo di frequenza ottico molto più ampio rispetto ai nostri occhi. Per me rimane tutt’ora un oggetto non identificato“. (Foto: Media NF)
Verso quale orizzonte veleggia il movimento ufologico italiano? Vive un momento di transizione o di evoluzione ? Siamo di fronte ad un nuovo sviluppo con le sfide che si profilano nel terzo millennio? Con l’aiuto del professor Antonio Chiumiento, analizziamo il momento dell’ufologia italiana contemporanea, le tendenze, i problemi e le prospettive. 
A distanza di mesi dall’avvistamento, l’UFO di San Nicola Manfredi troneggia nell’attualità a sfondo OVNI in Italia. Una news incandescente che ha attirato anche l’attenzione del Tg di Studio Aperto. Non solo in Italia, in questo 2011 piuttosto vivace per l’ufologia l’interesse per il video in questione ha valicato i confini nazionali.
L’annuncio, da parte dell’astrobiologo Richard B. Hoover, della scoperta di batteri di cui alcuni di provenienza e natura sconosciuta, presenti nei frammenti di un meteorite, ha acceso la fantasia, le speranze ed il dibattito in seno all’ufologia internazionale. Argomento che ha finito per appassionare, in poche ore, sia gli esperti che gli afacionados della tematica UFO. L’equazione, neanche tanto nascosta, è che la presenza di organismi viventi, seppur non evoluti, smonti il teorema che vorrebbe impossibile una forma di vita nell’universo al di fuori di quella terrestre. Di conseguenza molti preconcetti e pregiudizi sulla tematica ufologica diventerebbero più deboli. L‘ipotesi aliena riprenderebbe vigore. Sull’ argomento iniziano a prendere posizione anche gli ufologi italiani. Walter Conidi, del Centro Ufologico Ionico, particolarmente addentro alla tematica, esprime una valutazione positiva pur rimanendo saldo ai vincoli di prudenza. La presenza di “batteri alieni” apre nuovi scenari ma come si conviene in questi casi non bisogna neanche lasciarsi trasportare dall’ entusiasmo. Non è una “smoking gun” ma può essere comunque una scoperta fondamentale.
Se non scettici comunque diffidenti. Una vecchia massima nel mondo dell’ufologia recita, in occasione del rilascio di documenti declassificati, grosso modo così: “Non chiederti cosa troverai quanto piuttosto cosa non leggerai”. E’ applicabile al recente rilascio di X-Files britannici? Bisogna accontentarsi di ciò che offre la tavola. Imbandita, ultimamente, soprattutto da qualche video di avvistamento di dubbio valore e da presunti alieni miagolanti.Come giustamente hanno messo in risalto i due ufologi italiani, Roberto La Paglia e Antonio De Comite, l’importanza del materiale presente in questi X-Files non va ricercata nei singoli episodi menzionati quanto nel contesto. I grandi misteri britannici, in tema di UFO, restano tali. In questo senso tale documentazione non offre nulla di trascendentale. A cominciare dal caso di Rendlesham, come un ampio articolo di BBC news mette in evidenza. Tuttavia, dalla terminologia usata nei documenti e dal tenore degli stessi, gli ufologi di tutto il mondo possono dire di aver messo a segno un risultato importante. Se siano alieni o terrestri, mezzi sperimentali o convenzionali, gli UFO sono una costante nell’epoca contemporanea. Lo dicono le istituzioni. Lo dicono i documenti di intelligence di vari paesi che, nel 2011, iniziano essere di cifra consistente.Altrimenti come si spiegherebbe, come hanno rispettivamente illustrato De Comite e La Paglia, una tale attenzione alle problematiche del fenomeno? Addirittura una pianificazione per ridurre i costi e ottimizzare le risorse per studiare i singoli casi. Un duro colpo per gli scettici oltranzisti che, dopo il caso dell’UFO di Gerusalemme, ne avevano approfittato per mettere in discussione l’intera materia.Non esente da colpe negli eccessi di alcuni esponenti, intendiamoci, neanche però riconducibile (come qualcuno ama dipingerla) all’hobby di un manipolo di creduloni. Gli scettici tuttavia hanno una loro utilità: servono a contenere le derive cui a volte l’ufologia tende a sconfinare. Come quando si vuol leggere, in una innocua frase di Assange, chissà quale rivelazione sensazionale prossima ad essere divulgata. Il vero avversario dell’ufologia, nel 2011, non sono gli scettici bensì i “censori”. Gli ultimi documenti rilasciati in Gran Bretagna, presi singolarmente, non offrono sul piatto la cosiddetta “smoking gun”.Questi files sono poco più di “zuppa inglese” di news e curiosità. Sufficiente, tuttavia, per risultare indigesta a chi vorrebbe, già di partenza, oscurare l’argomento UFO e farlo estinguere dalla cronaca dei mass media. (Foto Media NF / Photofunia)